Siamo giunti alla gita regina della stagione 2015: la salita alla Punta d’Arbola in Val Formazza che pur non essendo la cima più alta della zona né avendo un nome alpinisticamente blasonato come altri monti, ha offerto una salita in ambienti di rara bellezza come anche la discesa effettuata dal versante opposto alla Val Formazza fino a raggiungere l’Alpe Dèvero.
Ma andiamo per ordine. Partenza da Artegna alle ore 5:00 del 10 luglio alla volta del paese di Baceno in Val Formazza ove era previsto l’incontro con amici del posto i quali ci hanno guidati per tutta la gita. Ovviamente non è stata persa l’occasione per trascorrere un momento a carattere eno gastronomico.
Ed un momento per ammirare l’interno riccamente dipinto della chiesa parrocchiale di Baceno intitolata a San Gaudenzio.
Quindi si è proseguito alla volta degli impianti di risalita di Valdo che ci hanno permesso di salire in breve tempo all’alta Valle del Vannino. Risalita quest’ultima a piedi siamo giunti al rifugio Margaroli, primo dei due pernottamenti della gita. Il rifugio è posto nei pressi dell’invaso artificiale del Vannino, circondato da uno splendido ambiente d’alta quota.
L’alta Valle del Vannino dominata dalla oramai incombente Punta d’Arbola.
La Valle del Vannino dal rifugio Margaroli.
Briefing.
Campanula dei ghiaioni.
Pulsatilla alpina o Anemone.
Il giorno successivo sveglia di buon’ora per godere delle primissime luci del giorno prima della partenza alla volta della cima méta della gita.
Prime luci sulle cime che sovrastato il Lago del Vannino.
L’itinerario diretto alla vetta si è articolato nella risalita delle morene frontali e laterali dell’ormai ridimensionato ghiacciaio dell’Arbola lungo il versante nord est fino a raggiungere il punto in cui prudenza e necessità hanno consigliato di organizzare le cordate.
Riflessi sul Lago Sruer, che raccoglie parte delle acque di fusione dell’Arbola.
Alcuni momenti durante l’avvicinamento al ghiacciaio dell’Arbola.
La salita non ha presentato particolari difficoltà pur sviluppandosi su pendii glaciali che nella parte centrale hanno raggiunto pendenze pari o molto prossime ai 40 gradi. Le buone condizioni della neve, anche se a volte molle, ha permesso un’agevole risalita in sicurezza.
Breve sosta sull’antecima dalla quale si è potuto godere già di panorami veramente degni di nota.
Cima. Raggiunta con grande soddisfazione da tutti. Non si perde l’occasione per realizzare la rituale foto dedicata al settantesimo anno dalla fondazione della sottosezione.
Dopo aver goduto dei panorami e delle libagioni fin lassù portate, è ora di riprendere il cammino affrontando la discesa per il versante sud, caratterizzato da nevai e punti in cui si è reso necessario procedere scendendo balze rocciose fino a raggiungere le splendide praterie d’alta quota circostanti all’Alpe del Forno.
Le praterie circostanti l’Alpe del Forno.
L’Alpe del Forno.
La discesa è proseguita con abnegazione, visto il notevole sviluppo chilometrico e l’importante dislivello negativo, fino a raggiungere il lago di Devero oltre il quale, una volta costeggiatolo su comodo sentiero, siamo giunti nella bellissima conca prativa che ospita il villaggio di Crampiolo composto da caratteristiche costruzioni in pietra perfettamente riattate e rese abitabili.
Il Lago Dévero e, sulla sinistra, le praterie dell’Alpe del Forno.
Il villaggio di Crampiolo.
Una volta recuperate le forze la discesa è proseguita scendendo per boschi fino a raggiungere, finalmente nel pomeriggio molto tardo, le praterie dell’Alpe Dévero votate all’allevamento fin da tempi antichi ma anche alla ricettività turistica in tempi più moderni.
Secondo pernottamento in un accogliente alberghetto, doccia, cena apprezzabile e dopo cena in allegria. Il giorno seguente sveglia quasi di buon mattino per una breve gita nei dintorni con rientro per il pranzo cui ha seguito l’inevitabile partenza per il rientro in patria, non senza scambio di ringraziamenti e doni con gli amici del luogo nella promessa di rivederci questa volta a casa nostra per far loro apprezzare i nostri monti.
Riassumendo, siamo partiti in 18, arrivati in 18, amici contenti della gita e della compagnia 18, rientrati ad Artegna in 18. Nessun disperso!
Ringraziamo tutti per l’allegria, l’organizzazione logistica e l’impegno nella conduzione della parte alpinistica, tutto per la buona riuscita della gita.
Grazie e … tornait.































