Cari amici e cari soci,
siete pronti per la fotocronaca del nostro appuntamento più atteso? Ebbene sì, stiamo proprio parlando della tre giorni.
Si narra di salami usati come picozze, vino per scongelare i geloni, gorgonzola che si spalma in generose dosi, neanche avesse le proprietà della crema solare….che siano leggende o verità forse non sarà fin in fondo dato scoprire.
Ma andiamo per ordine.
Quest’anno ci siamo spostati in provincia di Sondrio, per percorrere assieme un tratto del Sentiero Roma, bellissima altavia sulle retiche.
Al parcheggio ci troviamo con i nostri amici piemontesi, è subito festa, e per fortuna che si mangia, le macchine sono stipate con ogni ben di Dio.
Dopo esserci rifocillati, zaini pesantissimi in spalla, si parte da San Martino
e ad accoglierci prati verdi, ruscelli, agriturismi…ma siam sicuri che vogliamo proprio salire???
La tentazione è forte ma riusciamo a resistere e partiamo all’attacco del boschetto per la Val di Zocca
e si sale e si sale,
ecco un punto panoramico, che sia il caso di fare finalmente una pausa?
Poco dopo si vede la meta della prima giornata il Rifugio Allievi,
riprendiamo fiduciosi, che spettacolo,
ma e il rifugio dov’è finito? Era forse un miraggio?
Che serpentone
Ancora un po’ (un bel po’) di fatica ed eccoci ad improvvisare un’ape in quota!
Si festeggia un po’ e poi tutti a nanna che l’indomani la sveglia è puntata.
Eccoci freschi come….come….beh freschi, giudicate un po’ voi!
Pronti nuovamente gli zaini ci accingiamo a partire per il Gianetti,
ci attendono tre passi e non sarà certo una passeggiata ma si sa che chi al posto dei gel e dei sali ha Montasio e salame di cinghiale e si lava le ferite con un Terrano non teme nulla.
Ecco il passo dell’Averta
Dopo questo serve una sosta ristoratrice
e poi via spediti al Qualido
Che panorami, granito a volontà!
E come se non bastasse il temuto Camerozzo, che per fortuna presenta solo una lingua di neve all’attacco (ma tanto noi avevamo il salame-picozza, ci avrebbe fatto un baffo il nevaio).
In attesa che tutti salgano il pezzetto non attrezzato e poi via in sicurezza.
Che vista da qui ragazzi
ed ecco laggiù il Gianetti, un piccolo puntino!
Ora bisogna scendere con attenzione e poi manca ancora un pochettino.
Che sia un miraggio?? Ma no, è proprio il nostro rifugio, e di nuovo si banchetta, invitiamo anche il simpaticissimo gestore
ma non finisce qui perché a cena finiamo le birre del rifugio….che corra voce? Speriamo di no, altrimenti non ci vorrà più nessuno!
Foto di rito di buona mattina al Gianetti
e splende ancora il sole
decidiamo, visto che il tempo è stabile, di procedere in quota
superare il passo del Barbacan
dove scattiamo una nuova foto di gruppo
ovviamente sosta ristoratrice (in questo possiamo sfidare qualsiasi CAI a quanto pare)
e scendere verso l’Omio e poi a valle dove ci attende un bagno ristoratore.
Che dire noi ci siamo assai divertiti.
TORNAIT































